Riferimenti normativi

- Contributo di solidarietà
A decorrere dal 1° Luglio 1991 è previsto dall’Art. 9 bis del D.L. 29 Marzo 1991 n. 103, come confermato dall’Art. 12, D.Lgs n. 124/93, un contributo di solidarietà del 10% a carico del datore di lavoro sulle somme e contribuzioni versate o accantonate presso fondi, casse, gestioni, forme assicurative al fine di erogare prestazioni integrative previdenziali o assistenziali (v. anche Inps circ. n. 161/91).Tale contributo è dovuto anche sugli accantonamenti effettuati al Fondo na- zionale di previdenza per gli impiegati delle imprese di spedizione e delle agenzie marittime. Nel campo di applicazione del contributo in parola rientrano anche le categorie assicurate sulla base di retribuzioni convenzionali nonché gli apprendisti, gli assunti con contratto di formazione e lavo- ro e i lavoratori per i quali siano previste particolari agevolazioni contributive (come ad esempio i destinatari della Legge n. 407/90, Art. 8 comma 9: lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi o sospesi e beneficiari del trattamento straordinario C.i.g. da 24 mesi), per i quali il contributo è dovuto in misura intera.
Il versamento del contributo di solidarietà deve essere effettuato con la denuncia contributiva relativa al mese nel corso del quale si verifica il versamento al fondo o cassa o gestione o impresa assicuratrice degli accantonamenti o somme; per quanto riguarda le polizze i cui premi siano pagati in due soluzioni (acconto e saldo), possono continuare ad essere applicati i criteri secondo i quali il versamento dei contributi viene effettuato sull’ammontare complessivo del premio annuale, con la denuncia contributiva relativa al mese in cui avviene il pagamento del saldo. A decorrere dal 27 Marzo 1997 sono soggette al contributo di solidarietà del 10%, ai sensi dell’Art. 2 D.L. n 67/97, anche le erogazioni previste dai contratti collettivi di secondo livel- lo correlate ad incrementi di produttività qualità ed altri elementi di competitività e delle quali sia incerta la corresponsione, nel limite del 3% della retribuzione contrattuale percepita dal lavoratore che fruisce delle erogazioni in parola. Tale contributo deve essere versato alla gestione pensionistica cui è iscritto il lavoratore beneficiario. Qualora le erogazioni in parola siano destinate ai trattamenti pensionistici complementari previsti dal D.Lgs n.124/93 il contributo di solidarietà non è dovuto. Se a tale finalità è destinata solo un parte di dette erogazioni, il contributo in parola sia applica solo alla parte residua.

Legge n. 3818/1886

- Art. 51 T.u.i.r. (D.P.R. 917/1986)
omissis ...
2. Non concorrono a formare il reddito:
3. a) i contributi previdenziali e assistenziali versati dal datore di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di legge; i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale in conformita' a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, che operino negli ambiti di intervento stabiliti con il decreto del Ministro della salute di cui all'articolo 10, comma 1, lettera e-ter), per un importo non superiore complessivamente ad euro 3.615,20. Ai fini del calcolo del predetto limite si tiene conto anche dei contributi di assistenza sanitaria versati ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lettera e-ter);
omissis ...

Art. 15 T.u.i.r.(D.P.R. 917/1986)
1. Dall'imposta lorda si detrae un importo pari al 19 per cento dei seguenti oneri sostenuti dal contribuente, se non deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formare il reddito complessivo:
omissis ...
1. c) le spese sanitarie, per la parte che eccede lire 250 mila. Dette spese sono costuite esclusivamente dalle spese mediche e di assistenza specifica, diverse da quelle indicate nell'articolo 10, comma 1, lettera b), e dalle spese chirurgiche, per prestazioni specialistiche e per protesi dentarie e sanitarie in genere. Ai fini della detrazione la spesa sanitaria relativa all'acquisto di medicinali deve essere certificata da fattura o da scontrino fiscale contenente la specificazione della natura, qualita' e quantita' dei beni e l'indicazione del codice fiscale del destinatario. Le spese riguardanti i mezzi necessari all'accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento e per sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l'autosufficienza e le possibilita' di integrazione dei soggetti di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, si assumono integralmente. Tra i mezzi necessari per la locomozione dei soggetti indicati nel precedente periodo, con ridotte o impedite capacita' motorie permanenti, si comprendono i motoveicoli e gli autoveicoli di cui, rispettivamente, agli articoli 53, comma 1, lettere b), c) ed f), e 54, comma 1, lettere a), c) ed f), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, anche se prodotti in serie e adattati in funzione delle suddette limitazioni permanenti delle capacita' motorie. Tra i veicoli adattati alla guida sono compresi anche quelli dotati di solo cambio automatico, purche' prescritto dalla commissione medica locale di cui all'articolo 119 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Tra i mezzi necessari per la locomozione dei non vedenti sono compresi i cani guida e gli autoveicoli rispondenti alle caratteristiche da stabilire con decreto del Ministro delle finanze. Tra i mezzi necessari per la locomozione dei sordomuti sono compresi gli autoveicoli rispondenti alle caratteristiche da stabilire con decreto del Ministro delle finanze. La detrazione spetta una sola volta in un periodo di quattro anni, salvo i casi in cui dal Pubblico registro automobilistico risulti che il suddetto veicolo sia stato cancellato da detto registro, e con riferimento a un solo veicolo, nei limiti della spesa di lire trentacinque milioni o, nei casi in cui risultasse che il suddetto veicolo sia stato rubato e non ritrovato, nei limiti della spesa massima di lire trentacinque milioni da cui va detratto l'eventuale rimborso assicurativo. E' consentito, alternativamente, di ripartire la predetta detrazione in quattro quote annuali costanti e di pari importo. La medesima ripartizione della detrazione in quattro quote annuali di pari importo è consentita, con riferimento alle altre spese di cui alla presente lettera, nel caso in cui queste ultime eccedano, complessivamente, il limite di lire 30 milioni annue. Si considerano rimaste a carico del contribuente anche le spese rimborsate per effetto di contributi o premi di assicurazione da lui versati e per i quali non spetta la detrazione d'imposta o che non sono deducibili dal suo reddito complessivo ne' dai redditi che concorrono a formarlo.Si considerano, altresì, rimaste a carico del contribuente le spese rimborsate per effetto di contributi o premi che, pur essendo versati da altri, concorrono a formare il suo reddito, salvo che il datore di lavoro ne abbia riconosciuto la detrazione in sede di ritenuta; (1)
omissis ...
i-bis) i contributi associativi, per importo non superiore a 2 milioni e 500 mila lire, versati dai soci alle societa' di mutuo soccorso che operano esclusivamente nei settori di cui all'articolo 1 della legge 15 aprile 1886, n. 3818, al fine di assicurare ai soci un sussidio nei casi di malattia, di impotenza al lavoro o di vecchiaia, ovvero, in caso di decesso, un aiuto alle loro famiglie. La detrazione e' consentita a condizione che il versamento di tali contributi sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall'articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e secondo ulteriori modalita' idonee a consentire all'Amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli, che possono essere stabilite con decreto del Ministro delle finanze da emanarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400(2).

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